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Immobiliare
Per la maggior parte delle famiglie che accompagniamo, il patrimonio immobiliare rappresenta una quota sostanziale del patrimonio complessivo. Si tratta spesso dell’attivo più antico, più visibile e più carico emotivamente. È anche, paradossalmente, quello meno ben gestito dal punto di vista patrimoniale.
Molti dei nostri clienti si presentano con un patrimonio immobiliare costituito nel corso degli anni e delle generazioni, senza una strategia d’insieme: beni ereditati, altri acquistati per opportunità, alcuni detenuti direttamente, altri tramite società immobiliari create senza una visione di lungo termine, con finanziamenti giunti a scadenza e rendimenti locativi raramente confrontati con ciò che il capitale immobilizzato potrebbe generare altrove. Il risultato è troppo spesso un patrimonio concentrato, illiquido, fiscalmente sotto-ottimizzato e difficile da trasmettere.
Da Belisama, affrontiamo l’immobiliare come una componente del patrimonio globale, non come un universo a sé. Il nostro ruolo non è vendervi immobili né spingervi ad acquistare. È aiutarvi a rispondere alla domanda fondamentale: il vostro patrimonio immobiliare è al servizio del vostro progetto di vita, o è il contrario?
Un approccio globale
Interveniamo sull’intero spettro immobiliare patrimoniale, con una conoscenza approfondita del quadro giuridico e fiscale italiano. La diagnosi strategica prima di tutto: mappatura dei beni, analisi della concentrazione, valutazione del rendimento reale al netto di imposte (IMU, IRPEF o cedolare secca, addizionali), oneri condominiali e periodi di sfitto, identificazione dei beni emotivi da conservare e dei beni razionali da cedere. La strutturazione poi: società semplice, nuda proprietà e usufrutto, conferimento d’azienda, trust, patti di famiglia — ogni strumento ha il suo posto in funzione della vostra situazione. L’esecuzione infine: coordiniamo una rete di professionisti rigorosamente selezionati per le acquisizioni, le cessioni, i lavori di valorizzazione e la gestione locativa.
Il vostro patrimonio immobiliare merita lo stesso rigore di analisi del vostro portafoglio finanziario. Molto spesso, è lì che si trovano le maggiori opportunità di ottimizzazione.
Strategia immobiliare patrimoniale
Possedere un patrimonio immobiliare consistente non significa possedere un patrimonio immobiliare ben gestito. La distinzione è fondamentale, ed è spesso da lì che inizia il nostro lavoro.
Un patrimonio immobiliare patrimoniale sano risponde a quattro criteri: è diversificato (geograficamente, per tipologia di bene, per modalità di detenzione), è liquido (o la sua liquidità è organizzata in caso di necessità), è fiscalmente ottimizzato (il veicolo giusto, il regime giusto, la giusta durata di detenzione), ed è trasmissibile (senza frizioni successorie, senza impatti fiscali eccessivi, senza conflitti tra eredi).
La maggior parte dei patrimoni immobiliari che esaminiamo non soddisfa tutti e quattro i criteri. La concentrazione è il problema più frequente: la maggior parte del patrimonio in due o tre immobili, spesso nella stessa città, spesso detenuti direttamente come persone fisiche, spesso acquistati a condizioni che non hanno più alcun rapporto con il mercato attuale. Il secondo problema è l’illiquidità non organizzata: il patrimonio c’è, sulla carta, ma mobilizzare 500.000 euro in tre mesi per cogliere un’opportunità o finanziare un’esigenza imprevista diventa un percorso a ostacoli.
Costruiamo strategie immobiliari patrimoniali attorno a tre domande. Cosa conservare? I beni ad alto valore emotivo, i beni con rendimento reale superiore al costo opportunità, i beni che svolgono un ruolo nella strategia successoria. Come cedere? Dismettere i beni la cui detenzione non è più giustificata, per reinvestire il ricavato in attivi più liquidi, più diversificati o più performanti. Come ristrutturare? Scegliere il veicolo appropriato, coordinare il trattamento fiscale, e utilizzare strumenti di finanziamento per generare liquidità senza generare plusvalenze evitabili.
Ogni raccomandazione è documentata, quantificata e integrata nella strategia patrimoniale globale. L’immobiliare non viene trattato in modo isolato: dialoga con il portafoglio finanziario, la fiscalità, la successione e il progetto di vita.
Ristrutturazione del patrimonio immobiliare
Ristrutturare un patrimonio immobiliare significa passare da un’accumulazione storica a un’architettura ragionata. Significa sostituire il caso con l’intenzione, e l’inerzia con la strategia.
Gli strumenti di ristrutturazione immobiliare sono numerosi, ma il loro impiego pertinente dipende interamente dalla vostra situazione personale: età, residenza fiscale, natura dei beni, esistenza di eredi, progetti di cessione, fabbisogno di liquidità, tolleranza al rischio. Non esiste una soluzione universale, soltanto combinazioni adattate al caso concreto.
La società semplice
Veicolo privilegiato per la detenzione e la trasmissione del patrimonio immobiliare familiare in Italia. La società semplice non può esercitare attività commerciale, il che la rende fiscalmente trasparente: i redditi sono imputati direttamente ai soci in proporzione alle rispettive quote di partecipazione. La cessione di quote di società semplice immobiliare non è soggetta a imposta di registro proporzionale se la società detiene esclusivamente immobili, il che la rende uno strumento efficace per le donazioni intergenerazionali. Il suo utilizzo è particolarmente indicato per i patrimoni immobiliari familiari destinati a restare nel perimetro familiare nel lungo periodo.
Usufrutto e nuda proprietà
Strumento centrale della pianificazione successoria italiana. La costituzione dell’usufrutto permette di separare il godimento del bene dalla titolarità, consentendo al nudo proprietario di ricevere il bene in piena proprietà alla cessazione dell’usufrutto senza ulteriore imposizione. Il valore della nuda proprietà ai fini dell’imposta sulle donazioni è determinato secondo i coefficienti dell’articolo 14 del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle Successioni e Donazioni), in funzione dell’età dell’usufruttuario. Per i trasferimenti in linea retta, la franchigia di un milione di euro per beneficiario si applica sul valore della nuda proprietà, riducendo significativamente o azzerando l’imposta dovuta.
La cedolare secca
Regime fiscale sostitutivo per i redditi da locazione di immobili a uso abitativo. L’imposta sostitutiva è fissata al 21 % del canone annuo (10 % per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa). La cedolare secca sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione. Per i proprietari con aliquota marginale IRPEF elevata, il risparmio fiscale è sostanziale. La scelta tra cedolare secca e regime ordinario deve essere valutata annualmente in funzione dell’evoluzione del reddito complessivo e della strategia patrimoniale.
L’IMU (Imposta Municipale Unica)
Imposta patrimoniale sugli immobili dovuta dal proprietario (o dal titolare di diritto reale di godimento). L’abitazione principale (ad eccezione delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) è esente. Per gli altri immobili, l’aliquota è fissata dal comune entro i limiti stabiliti dalla legge (aliquota base 0,76 %, con possibilità di variazione). L’IMU è un costo fisso che incide direttamente sul rendimento netto e che deve essere integrato in ogni analisi di redditività immobiliare. Una mappatura precisa delle aliquote comunali applicabili a ciascun bene è il punto di partenza di qualsiasi ottimizzazione.
Le successioni italiane
Il regime successorio italiano prevede franchigie generose rispetto alla maggior parte dei paesi europei: un milione di euro per ciascun beneficiario in linea retta (coniuge, figli), con un’aliquota del 4 % sull’eccedenza. Per i fratelli e le sorelle, la franchigia è di 100.000 euro con aliquota del 6 %. Per gli altri soggetti, l’aliquota è del 6 % (parenti fino al quarto grado) o dell’8 % (altri soggetti), senza franchigia. La base imponibile per gli immobili è il valore catastale rivalutato, generalmente inferiore al valore di mercato, il che rende la trasmissione immobiliare in Italia relativamente vantaggiosa rispetto ad altri ordinamenti. Una pianificazione successoria strutturata — donazioni in vita, patti di famiglia, trust — permette di ottimizzare ulteriormente il carico fiscale.
Il conferimento d’azienda e il regime PEX
Per gli imprenditori che detengono immobili strumentali o patrimoni immobiliari significativi tramite società operative: il conferimento del ramo immobiliare a una società dedicata, seguito dalla cessione delle partecipazioni, consente di beneficiare del regime di participation exemption (PEX, articolo 87 del TUIR). In presenza dei requisiti (detenzione ininterrotta per almeno dodici mesi, classificazione in bilancio tra le immobilizzazioni finanziarie, residenza fiscale della partecipata in uno Stato non a fiscalità privilegiata, esercizio effettivo di un’attività commerciale), il 95 % della plusvalenza è esente da imposizione. È un meccanismo centrale della ristrutturazione patrimoniale per le famiglie imprenditoriali italiane.
Il trust
Strumento di pianificazione patrimoniale riconosciuto in Italia ai sensi della Convenzione dell’Aja del 1985 (ratificata con Legge 364/1989) e oggetto di una disciplina fiscale consolidata, in particolare a seguito della Circolare 34/E del 2022 dell’Agenzia delle Entrate. Il trust consente di segregare il patrimonio immobiliare dal patrimonio personale del disponente, proteggendolo da aggressioni di creditori e organizzandone la trasmissione secondo regole predeterminate. L’imposizione avviene al momento del trasferimento dei beni al trust (tassazione in entrata) oppure al momento della distribuzione ai beneficiari, secondo le aliquote e le franchigie proprie dell’imposta sulle successioni e donazioni. Per i patrimoni immobiliari familiari complessi, il trust rappresenta spesso lo strumento più efficace per conciliare protezione, trasmissione e governance.
Il credito Lombard
Per i patrimoni che necessitano di liquidità senza voler cedere attivi: un prestito garantito da un portafoglio finanziario (o talvolta immobiliare) che consente di finanziare un progetto, un’acquisizione o un fabbisogno di tesoreria senza generare plusvalenze e senza modificare l’allocazione patrimoniale. È uno strumento di gestione del bilancio patrimoniale che integriamo frequentemente nelle nostre raccomandazioni.
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Affiancare dirigenti e famiglie nei momenti in cui tutto si decide.
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