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Filantropia
Un patrimonio importante porta con sé una responsabilità. Per molte delle famiglie che accompagniamo, la domanda finisce per porsi naturalmente: come fare in modo che questa ricchezza serva anche a qualcosa che vada oltre sé stessa?
La filantropia strutturata non è un atto di generosità spontanea. È un progetto patrimoniale a tutti gli effetti, che si pensa, si costruisce e si trasmette, esattamente come un portafoglio d’investimento o una strategia successoria. Risponde a domande precise: quale impatto desiderate avere? Su quale orizzonte? Con quali mezzi? Attraverso quale veicolo giuridico? Con quale governance? E come integrare i vostri eredi in questo percorso affinché raccolgano il testimone?
Da Belisama, affrontiamo la filantropia senza ingenuità e senza moralismo. Il nostro ruolo non è indirizzarvi, ma aiutarvi a strutturare il vostro impegno affinché sia efficace, fiscalmente ottimizzato, giuridicamente solido e trasmissibile alle generazioni successive.
Cosa facciamo
Interveniamo sull’intera catena filantropica. La diagnosi prima di tutto: comprendere le vostre motivazioni, identificare le cause che vi stanno a cuore, valutare l’importo che desiderate dedicare e l’orizzonte del vostro impegno. La strutturazione poi: fondazione di partecipazione, ente del Terzo Settore (ETS), ONLUS (fino ad esaurimento del regime transitorio), fondazione lussemburghese, trust filantropico — ogni veicolo ha i propri vantaggi, vincoli e trattamento fiscale. Vi aiutiamo a scegliere quello che corrisponde alla vostra situazione, alla vostra residenza fiscale e ai vostri obiettivi.
La governance infine: chi decide l’allocazione dei fondi? Come coinvolgere la generazione successiva? Come misurare l’impatto? Come assicurare la continuità del vostro impegno oltre il vostro stesso orizzonte di vita? Sono questioni di governance familiare tanto quanto di filantropia, ed è precisamente qui che la nostra competenza Family Office assume il suo pieno significato.
Perché strutturare piuttosto che donare direttamente ?
Un dono diretto è semplice, ma è puntuale. Non ha memoria, né struttura, né continuità. Una filantropia strutturata permette di distribuire lo sforzo nel tempo, di ottimizzare la fiscalità della donazione, di creare un quadro di governance familiare attorno a valori condivisi, e di costruire un’eredità che trascende il patrimonio finanziario.
Il quadro fiscale italiano offre due opzioni principali per le erogazioni liberali a favore degli enti del Terzo Settore e delle ONLUS: un credito d’imposta del 26 % sull’importo erogato (fino a 30.000 euro annui, art. 83 comma 1 D.Lgs. 117/2017) oppure una deduzione dal reddito complessivo fino al 10 % del reddito dichiarato (art. 83 comma 2). La scelta tra credito d’imposta e deduzione dipende dall’aliquota marginale IRPEF del donatore e dalla dimensione della donazione. Per le famiglie con patrimoni significativi, la deduzione è generalmente più vantaggiosa. Per le donazioni a favore di università e fondazioni universitarie, il limite di deducibilità è elevato al 30 % del reddito (art. 10 D.P.R. 917/1986).
È un argomento che merita di essere affrontato presto, idealmente in parallelo con la strategia successoria, e che beneficia enormemente di un coordinamento stretto tra consiglio patrimoniale, gestione finanziaria e competenza giuridica.
Fondazioni e veicoli filantropici
La scelta del veicolo filantropico è una decisione strutturante. Condiziona la fiscalità, la governance, la flessibilità operativa e la durata del vostro impegno. Diversi veicoli coesistono nel diritto italiano e lussemburghese, ciascuno con le proprie specificità.
La fondazione di partecipazione
Veicolo particolarmente diffuso in Italia, la fondazione di partecipazione combina elementi della fondazione tradizionale (patrimonio vincolato a uno scopo) con quelli dell’associazione (pluralità di fondatori, governance partecipativa). Non esiste una disciplina legislativa specifica: è regolata dagli articoli 14-35 del codice civile e dalla prassi notarile. Il fondatore può riservare significativi poteri di governance, inclusa la designazione dei beneficiari e la definizione della politica di erogazione. Se iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), la fondazione acquisisce la qualifica di ETS e accede ai relativi vantaggi fiscali.
L’ente del Terzo Settore (ETS)
La riforma del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017, Codice del Terzo Settore) ha profondamente ridisegnato il quadro giuridico e fiscale degli enti non profit in Italia. Gli ETS iscritti al RUNTS beneficiano di un regime fiscale agevolato: esenzione dall’IRES per le attività istituzionali, applicazione di regimi forfetari per le attività commerciali marginali, e accesso al Social Bonus e ad altri incentivi. Per i donatori, le erogazioni liberali a favore degli ETS sono detraibili (26 % fino a 30.000 euro) o deducibili (fino al 10 % del reddito). La qualifica di ETS è progressivamente destinata a sostituire quella di ONLUS.
La fondazione lussemburghese
La fondazione patrimoniale di diritto lussemburghese è accessibile senza condizioni di residenza o nazionalità. Può perseguire un oggetto di pubblica utilità o patrimoniale, e beneficia di un quadro giuridico stabile, di una fiscalità competitiva e di una flessibilità massima. Particolarmente pertinente per i progetti filantropici transfrontalieri o per le famiglie multiresienti che desiderano centralizzare la governance filantropica in una giurisdizione neutrale.
Il trust filantropico
Il trust può essere utilizzato come veicolo filantropico in Italia ai sensi della Convenzione dell’Aja del 1985. Un trust con finalità di pubblica utilità consente di segregare il patrimonio destinato alla filantropia, di definire regole precise di erogazione e di garantire la continuità dell’impegno oltre la vita del disponente. Il trattamento fiscale dei trasferimenti al trust segue le regole dell’imposta sulle successioni e donazioni, con possibilità di esenzione se il trust è costituito a favore di enti qualificati.
In Belisama, vi aiutiamo a scegliere il veicolo adatto alla vostra situazione incrociando quattro criteri: l’importo che desiderate impegnare, la vostra residenza fiscale, il livello di controllo che desiderate conservare, e l’orizzonte del vostro progetto. Coordiniamo poi la messa in opera con tutti i professionisti coinvolti.
Mecenatismo strutturato
Il mecenatismo non riguarda soltanto le grandi imprese. Per un imprenditore che detiene una holding patrimoniale o una società operativa, il mecenatismo d’impresa offre una leva fiscale diretta. Le erogazioni liberali effettuate da società a favore di ETS e ONLUS sono deducibili dal reddito d’impresa fino al 10 % del reddito complessivo dichiarato (art. 83 comma 2 D.Lgs. 117/2017). L’eventuale eccedenza è riportabile nei quattro esercizi successivi.
Il mecenatismo d’impresa è anche uno strumento di strutturazione patrimoniale. Combinato con una holding filantropica, struttura intermediaria che centralizza i flussi e li ridistribuisce secondo una strategia definita, permette di pilotare l’impegno della famiglia con lo stesso rigore di un portafoglio d’investimento: allocazione per causa, monitoraggio dell’impatto, rendicontazione annuale, governance condivisa con gli eredi.
In Belisama, integriamo il mecenatismo nella strategia patrimoniale complessiva. Non lo trattiamo come un’agevolazione fiscale da sfruttare, ma come un pilastro del progetto familiare, da articolare con la gestione finanziaria, la strutturazione giuridica e la trasmissione intergenerazionale.
Strategia di donazione
Donare significa anche scegliere quando, come e attraverso quale meccanismo. Una strategia di donazione ben concepita può trasformare un gesto generoso in un atto patrimoniale potente, che riduce la pressione fiscale, prepara la successione e coinvolge le generazioni successive.
Donazione diretta
Il meccanismo più semplice e diretto. Il donatore si spossessa definitivamente di un bene a favore di un ente qualificato. Il vantaggio fiscale è immediato: credito d’imposta del 26 % (fino a 30.000 euro) o deduzione fino al 10 % del reddito. È il meccanismo adatto per i patrimoni semplici o per gli impegni puntuali significativi.
Donazione di usufrutto temporaneo
Strumento meno conosciuto ma estremamente efficace. Il donatore trasferisce l’usufrutto di un bene (immobile locativo, portafoglio di titoli) a un ente qualificato per una durata determinata. Durante questo periodo, l’ente percepisce i redditi. Alla scadenza, la piena proprietà ritorna automaticamente al donatore. Ai fini delle imposte patrimoniali (IVIE per immobili esteri, IMU per immobili italiani con specifiche condizioni), la cessione dell’usufrutto può ridurre la base imponibile del donatore. È una leva ideale per i patrimoni con forte pressione fiscale che desiderano sostenere una causa senza rinunciare definitivamente ai propri attivi.
Donazione nell’ambito della successione
Il regime successorio italiano prevede franchigie generose (un milione di euro in linea retta, aliquota del 4 % sull’eccedenza). Per i patrimoni più consistenti, integrare una donazione a favore di un ente qualificato nella pianificazione successoria consente di ridurre la base imponibile e di orientare una parte del patrimonio verso finalità filantropiche. I trasferimenti a favore di ETS iscritti al RUNTS possono beneficiare di esenzioni dall’imposta di successione. Meccanismo da integrare sistematicamente nella pianificazione successoria, in particolare per le successioni in linea indiretta (aliquota fino all’8 %).
Aiutiamo i nostri clienti a costruire una strategia di donazione pluriennale, calibrata sulla loro capacità contributiva e articolata con la strategia patrimoniale complessiva. L’obiettivo non è massimizzare la detrazione fiscale, ma massimizzare l’impatto preservando la coerenza del patrimonio.
Il vostro patrimonio racconta la vostra storia. La vostra filantropia può scriverne il seguito.
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